Legge regionale LAZIO 25-07-1996, n. 29

Legge regionale LAZIO 25-07-1996, n. 29

Disposizioni regionali per il sostegno all'occupazione.

(B.U.R. 02-08-1996, n. 21)


Capo I

NORME GENERALI

Art. 1 - Finalità

1. Con la presente legge la regione, al fine di sostenere l'occupazione nell'ambito del proprio territorio, promuovere e favorisce, nelle materie di propria competenza:

a) la creazione e lo sviluppo delle piccole e medie imprese, anche al fine di promuovere settori di economia sociale;

b) i processi di gestione delle eccedenze di personale e la mobilità interaziendale dei lavoratori;

c) la realizzazione di progetti di lavori socialmente utili;

d) l'apertura e la gestione di cantieri scuola e lavoro.

1-bis. Ciascuna impresa può beneficiare di una o più agevolazioni previste dalla presente legge purché le stesse si mantengano entro la categoria di aiuto de minimis come definito dalla normativa comunitaria. [1]

Note:

1 Comma aggiunto dall'art. 30, comma c. 1, L.R. 16 febbraio 2000, n. 12, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel B.U.R.

Art. 2 - Informazione al consiglio regionale

1. La Giunta regionale assicura annualmente l'informazione al consiglio regionale sullo stato di attuazione della presente legge, mediante la redazione di una relazione, in occasione della presentazione del bilancio di previsione.

2. Gli assessori competenti provvedono all'inoltro di una informativa scritta semestrale alle rispettive commissioni consiliari permanenti di riferimento, corredata di tutti i dati relativi alle diversi fasi di attuazione della presente legge.

Capo II

NORME PER LA CREAZIONE E LO SVILUPPO DI PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Art. 3 - Imprese beneficiarie

1. Per il perseguimento degli obiettivi di cui all'art. 1, lettera a), la regione concede agevolazioni alle piccole e medie imprese, definite secondo la disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato alle piccole e medie imprese, aventi sede ed operanti nel territorio regionale, costituite, da non oltre un anno dalla presentazione della domanda, da soggetti in maggioranza residenti nella regione, in forma societaria, ivi comprese le cooperative di produzione e lavoro e quelle sociali finalizzate all'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati di cui all'art. 1, comma primo, della legge 8 novembre 1991, n. 381. La maggioranza dei soci deve essere composta da soggetti appartenenti a una o più delle seguenti categorie:

a) le persone maggiorenni che, al momento della presentazione della domanda di cui all'articolo 4, non abbiano compiuto trentasei anni di età, iscritti da almeno sei mesi ai centri per l'impiego di cui all'articolo 29 della legge regionale 7 agosto 1998, n. 38 (Organizzazione delle funzioni regionali e locali in materia di politiche attive per il lavoro); [1]

a bis) donne non dipendenti, non pensionate e non titolari di partita IVA; [2]

b) lavoratori iscritti nelle liste di mobilità o da queste decaduti per decorrenza dei termini;

c) lavoratori sospesi perché eccedentari nell'ambito dell'impresa con diritto al trattamento straordinario di integrazione salariale;

d) soggetti iscritti nelle liste di collocamento della Regione Lazio da più di due anni;

e) donne, in particolare, nubili, separate o divorziate e con figli a carico;

f) lavoratori svantaggiati secondo quanto indicato all'art. 4 della legge 381/1991;

g) altre categorie deboli sul mercato del lavoro eventualmente individuate con delibera della commissione regionale per l'impiego. [3]

g bis) le persone in esecuzione penale detenute o internate ovvero ammesse al lavoro esterno, i familiari di primo grado degli internati in condizioni di accertato disagio, le persone ex detenute e gli immigrati. [4]

2. I soggetti di cui al comma 1 devono prestare la propria attività lavorativa nell'ambito dell'impresa, rappresentare la maggioranza delle quote del capitale sociale ed essere soci amministratori dell'impresa beneficiaria dei contributi. [5]

3. Per fruire delle agevolazioni previste dalla presente legge le cooperative devono essere iscritte nel registro prefettizio di cui all'art. 13 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577 e successive modificazioni, e devono contenere espressamente nei proprio statuti le clausole previste dall'art. 26 del medesimo decreto legislativo. Le cooperative sociali devono risultare, altresì, iscritte all'albo regionale.

4. Possono essere ammesse a beneficiare delle agevolazioni anche le imprese operanti da oltre un anno alla data di presentazione della domanda di cui all'art. 4 purché, in attuazione del progetto da esse predisposto, incrementino il numero dei soci titolari associando i soggetti di cui al comma primo in misura almeno pari a quella esistente alla predetta data, detratta una unità.

5. Sono escluse dalle agevolazioni le ditte individuali, le società di fatto e le società aventi un unico socio.

6. Per un periodo non inferiore a cinque anni dalla data di inizio dell'attuazione del progetto è fatto divieto ai soggetti di cui al comma primo da alienare la propria quota, se non in favore di soggetti che si trovino nelle condizioni previste dal medesimo comma primo, e alla imprese di alienare o comunque cedere l'uso dei beni acquisiti con le agevolazioni di cui all'art. 6, se non previa autorizzazione dell'ente erogante.

Note:

1 Lettera sostituita dall'art. 101, comma c. 1, lett. a), L.R. 28 aprile 2006, n. 4, a decorrere dal 30 aprile 2006.

2 Lettera inserita dall'art. 101, comma c. 1, lett. b), L.R. 28 aprile 2006, n. 4, a decorrere dal 30 aprile 2006.

3 Comma modificato dall'art. 30, comma c. 2, L.R. 16 febbraio 2000, n. 12, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel B.U.R.

4 Lettera aggiunta dall'art. 101, comma c. 1, lett. c), L.R. 28 aprile 2006, n. 4, a decorrere dal 30 aprile 2006.

5 Comma sostituito dall'art. 101, comma c. 1, lett. d), L.R. 28 aprile 2006, n. 4, a decorrere dal 30 aprile 2006.

Art. 4 - Domanda per l'ammissione alle agevolazioni

1. I soggetti che intendono accedere alle agevolazioni di cui all'articolo 6 devono presentare domanda all'Agenzia regionale per gli investimenti e lo sviluppo del Lazio - Sviluppo Lazio S.p.a. di seguito denominata Agenzia Sviluppo Lazio S.p.a. [1]

2. Alla domanda, che deve indicare il tipo e l'entità delle agevolazioni richieste, deve essere allegato un progetto dettagliato dell'iniziativa per la quale si chiede l'agevolazione. Il progetto deve indicare, in particolare:

a) gli obiettivi produttivi da realizzare;

b) la previsione di redditività ed economicità di gestione, con riferimento alla concreta possibilità di collocare i prodotti ed i servizi oggetto dell'attività suffragata da eventuali ricerche di mercato;

c) il numero, la qualifica ed il curriculum vitae dei soggetti di cui all'art. 3 comma primo;

d) il numero e la qualifica dei lavoratori dipendenti eventualmente già occupati e di quelli che si prevede di occupare;

e) l'attività di formazione professionale eventualmente richiesta ai fini dell'attuazione del progetto;

f) il piano finanziario ed il conto economico previsionale per i primi tre anni di attuazione del progetto.

3. Al progetto deve essere allegata una dichiarazione sostitutiva di atto notorio di non aver ricevuto altro contributo comunitario, nazionale o regionale per il medesimo progetto per il quale si presenta domanda di contributo, ovvero di avere ricevuto o richiesto altro contributo comunitario nazionale o regionale con specificazione dell'importo ricevuto o richiesto.

4. La domanda, il progetto e la documentazione di cui al presente articolo vanno redatti sulla base di un modello predisposto dal nucleo di valutazione di cui all'art. 7, comma secondo.

Note:

1 Comma sostituito dall'art. 30, comma c. 3, L.R. 16 febbraio 2000, n. 12, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel B.U.R. e, successivamente, modificato dall'art. 101, comma c. 2, L.R. 28 aprile 2006, n. 4, a decorrere dal 30 aprile 2006.

Art. 5 - Assistenza alla progettazione ed alla realizzazione delle iniziative

1. Gli enti strumentali e gli assessorati regionali devono fornire assistenza tecnica nella fase di progettazione e di avvio delle iniziative, anche utilizzando, nei termini e con le modalità stabilite in apposite convenzioni e dalla normativa vigente, una o più organizzazioni particolarmente qualificate.

Art. 6 - Progetti finanziabili e agevolazioni concedibili

1. Sono finanziabili i progetti relativi alla produzione e/o vendita di beni oppure relativi alla fornitura di servizi a favore delle imprese nonché quelli relativi ai servizi nei settori della cultura e dell'informazione, dell'ambiente, del turismo, della manutenzione di opere civili e industriali [1].

2. Non sono finanziabili i progetti riferiti ai settori che risultano esclusi o sospesi dal CIPE o da disposizioni comunitarie.

3. Sono esclusi inoltre i progetti che prevedono investimenti superiori a cinque miliardi di lire.

4. Alle imprese ammesse alle agevolazioni sono concedibili i seguenti benefici:

a) agevolazioni per le spese di impianto e per le attrezzature, comprensive di una quota in conto capitale e di una quota in mutuo a tasso agevolato, secondo i limiti fissati dall'Unione Europea;

b) contributo in conto gestione nel limite del volume di spesa previsto nel progetto per i primi tre anni di attività, per le spese ritenute ammissibili ai sensi della deliberazione di cui all'art. 7, comma primo;

c) contributi alle eventuali spese di formazione e qualificazione professionale che risultino necessarie alla realizzazione del progetto.

5. La concessione dei benefici di cui al presente articolo non esclude la possibilità di ammissione ai benefici di cui alla legge regionale 3 luglio 1986, n. 24, come modificata dalla legge regione 15 ottobre 1991, n. 64, ovvero a quelli di cui alla legge regionale 23 luglio 1983, n. 53.

5 bis. Alle imprese, costituite in prevalenza da soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera g bis), possono essere concessi contributi a fondo perduto fino ad un massimo di 15 mila euro, nonché finanziamenti di importo massimo pari a 15 mila euro ad un tasso di interesse dell'1 per cento. [2]

5 ter. Le agevolazioni di cui al comma 5 bis sono destinate a coprire fino al 95 per cento delle spese individuate al comma 4. [2]

Note:

1 Comma modificato dall'art. 231, comma c. 1, L.R. 10 maggio 2001, n. 10, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul B.U.R.

2 Comma aggiunto dall'art. 101, comma c. 2, L.R. 28 aprile 2006, n. 4, a decorrere dal 30 aprile 2006.

Art. 7 - Concessione di agevolazioni

1. Le modalità e i criteri per la concessione delle agevolazioni di cui al presente capo, nonché l'entità delle stesse, entro i limiti fissati dall'Unione Europea, sono stabiliti con deliberazione del consiglio regionale su proposta della giunta. Con tale deliberazione sono definiti, altresì, le spese ammissibili, i tempi di erogazione dei contributi, i limiti della cumulabilità con altre agevolazioni pubbliche e le modalità del controllo sulla realizzazione dei progetti. In particolare, devono essere individuati sia i motivi di decadenza dalle agevolazioni concesse con le relative sanzioni, sia i criteri di valutazione dell'utilizzo dei fondi e dei risultati raggiunti dalle imprese agevolate, nonché le modalità di applicazione di quanto previsto nel comma quinto. Con deliberazione del Consiglio regionale, su proposta della Giunta, sono altresì individuate le categorie di attività commerciali destinatarie delle agevolazioni di cui al presente capo [1] [2].

2. La Agenzia Sviluppo Lazio S.p.a. provvede a predisporre, entro trenta giorni dalla data di ricevimento delle domande, una relazione contenente la valutazione economico-finanziaria del progetto e delle imprese richiedenti. Il presidente della giunta regionale nomina, entro trenta giorni dalla data di pubblicazione della presente legge sul Bollettino Ufficiale della Regione, il nucleo di valutazione composto da tre funzionari indicati dagli assessori competenti in materia di politiche per il lavoro, per lo sviluppo economico e le attività produttive, per l'economia e la finanza regionale. Gli assessori competenti possono partecipare ai lavori del nucleo di valutazione. Il nucleo di valutazione è presieduto dall'assessore alla scuola, alla formazione e alle politiche per il lavoro. Questo nucleo verifica la rispondenza delle domande ai requisiti previsti dalla presente legge e la rispondenza del progetto alle finalità di cui all'art. 1, comma primo, lettera a). Acquisita la relazione della FI.LA.S., il nucleo di valutazione, con propria deliberazione, esprime la valutazione sulla finanziabilità del progetto entro sessanta giorni dalla data del ricevimento della domanda da parte della struttura competente in materia di politiche per il lavoro. [3]

3. Al fine della concessione delle agevolazioni sono considerati titoli di preferenza le seguenti caratteristiche dei progetti:

a) resa occupazionale in rapporto al finanziamento richiesto;

b) finalizzazione alla parità tra uomini e donne e all'inserimento lavorativo delle categorie deboli sul mercato del lavoro individuale con delibera della commissione regionale per l'impiego di cui all'art. 3, comma primo.

4. La Agenzia Sviluppo Lazio S.p.a. concede i benefici previsti dal presente capo sulla base della deliberazione del nucleo di valutazione di cui al comma secondo, indicando le quote dei finanziamenti poste a carico dei fondi speciali di cui all'art. 8 e dandone comunicazione all'assessorato competente in materia di politiche per il lavoro. [3]

5. Nel caso in cui si verifichi la violazione di quanto previsto dall'articolo 3, comma 6, ovvero vengano riscontrate irregolarità nell'attuazione del progetto, l'Agenzia Sviluppo Lazio S.p.a. provvede al recupero coattivo dei finanziamenti concessi nelle forme e nei modi previsti dalla apposita convenzione sottoscritta dalla Regione e dal soggetto attuatore della legge. [4]

Note:

1 Comma modificato dall'art. 231, comma c. 2, L.R. 10 maggio 2001, n. 10, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul B.U.R.

2 Per la determinazione delle modalità e dei criteri per la concessione delle agevolazioni, vedi cfr. la Deliberazione C. Reg. 20 dicembre 1996, n. 291.

3 Comma modificato dall'art. 101, comma c. 5, L.R. 28 aprile 2006, n. 4, a decorrere dal 30 aprile 2006.

4 Comma sostituito dall'art. 101, comma c. 4, L.R. 28 aprile 2006, n. 4, a decorrere dal 30 aprile 2006.

Art. 8 - Costituzione dei fondi speciali

1. Per le finalità di cui al presente capo vengono costituiti fondi speciali, rispettivamente per le spese di investimento e per le spese correnti, per la cui gestione la regione Lazio stipula apposita convenzione con l' Agenzia Sviluppo Lazio S.p.a. [1]

Note:

1 Comma modificato dall'art. 101, comma c. 5, L.R. 28 aprile 2006, n. 4, a decorrere dal 30 aprile 2006.

Capo III  omissis

Capo IV  omissis

Capo V  omissis

Capo VI  omissis